Ciò che condiziona profondamente la realtà è in prevalenza invisibile.
“Un’unica Forza unisce infiniti mondi e li rende vivi scriveva sempre Giordano Bruno. La Forza ora è stata scoperta, ma non riconosciuta per il suo significato umano. Il lato “debole” della Forza, il così detto campo nucleare debole, dimostra che la materia nucleare non è affatto immutabile e che la fusione fredda è possibile. Questo significa energia libera per tutti, senza inquinamento ambientale e senza bisogno dei micidiali e costosissimi reattori nucleari. Non solo. Il nucleare debole può anche mostrare che la resurrezione del corpo non è un miracolo, ma una coscienza superiore, una nuova composizione della materia. Il problema è che la coscienza non si vede e la mente comune crede alla scienza che si vede in TV. Nonostante la sua abissale cecità (95%), la scienza è scambiata per certezza, si affida agli strumenti scientifici che non possono sentire le emozioni, né riconoscere ciò che quasi tutti gli intellettuali negano: l’Intelligenza della Natura”.
Giuliana Conforto (www.giulianaconforto.it)
La Biorisonanza è un fenomeno fisico, naturale, che attesta che “tutto è in relazione con tutto”.
Biorisonanza è l’attitudine che hanno tutti gli organismi cellulari di oscillare a frequenze fisse, entrando in relazione con altri sistemi caratterizzati da vibrazioni in fase con esse, ovvero vibrano alla medesima frequenza, Bio = Vita, Risonanza = risuonare con, risuonare con la vita.
Sappiamo che tutta la materia ed il nostro stesso organismo è composto da particelle subatomiche elettroni, protoni e neutroni. La meccanica quantistica (nata tra il 1923-1927) ci fornisce oggi delle risposte in merito alla natura di queste particelle elementari, di cui in ultima istanza siamo fatti, con la rivoluzionaria osservazione di come l’essenza delle cose si presenti nel macrocosmo come particella e nel microcosmo come onda. La teoria dei quanti ha fatto emergere un mondo microscopico immenso e misterioso che sfugge alla nostra percezione e alle leggi della fisica classica, proprio per questo è così affascinante. Questo mondo non è oggettivo, ma un immenso campo di pacchetti di quanti/energia/informazione che è conoscibile solo se perturbato.
Successivamente, furono i contributi di diversi fisici tra i quali Heisenberg, Born e L. Victor Broglie a dimostrare compiutamente la natura ondulatoria della materia che possiede uno spin (senso di rotazione), riformulando la base del nostro mondo e della costituzione umana espressa in termini di vibrazione. Ma già il presocratico Eraclito di Samo (circa 520 – 460 a.C. ) con il noto moto Panta réi afferma che tutto cambia, confermando il perpetuo divenire di tutte le cose; mentre Parmenide di Elea ( vissuto fra il 530 e il 440 a.C.) afferma l’esatto contrario cioè nulla cambia (forse un’intuizione che anticipò alcuni dei concetti scientifici moderni di conservazione della materia e dell’energia). Entrambe le affermazioni si possono ritenere vere nella realtà fisica, complementari piuttosto che opposte, proprio in base al principio di indeterminazione di Heisenberg. Infatti, prima di essere misurato, lo stato di un elettrone è immerso in una sovrapposizione di stati quantistici, finché non “collassa” in uno stato preciso grazie all’osservatore che lo misura. Tutto questo ha avuto riscontri concettuali e pratici che hanno portato allo sviluppo di numerose tecnologie laser, risonanza magnetica nucleare, ed altre molto raffinate come i diversi dispositivi di Biorisonanza. In particolare quelli realizzati secondo i principi di Biorisonanza dell’ing. Paul Schmidt hanno alcuni tratti distintivi che gli rendono privi di effetti collaterali e sofisticati per la presenza delle cosiddette frequenze carriers come quelle di Schumann.
Paul Schmidt osservò che ogni organo ha una frequenza propria o, detto altrimenti, possiede uno spettro specifico di frequenze su cui si deve agire per stimolarlo. Una frequenza inadeguata non produce stimolazioni. Con questo approccio, si prevede che applicando una giusta frequenza, o con lo spettro mirato di frequenze, si possono eseguire “riparazioni”, o in altre parole, somministrare un trattamento di riequilibrio. Spesso è sufficiente una sola seduta per avere il quadro completo della funzionalità del nostro corpo in tutta la sua complessità energetica, biochimica, fisiologica, psichica. Si tratta di dispositivi che operano con campi elettromagnetici Elf (a bassa frequenza) modulati sulla persona che si predispone al trattamento. Pertanto, la tecnologia ad essi sottesa non misura tanto il potenziale, quanto la risonanza. Mediante i campi elettromagnetici a bassa frequenza, si è in grado di interfacciarsi con le singole parti e funzioni dell’organismo (e quindi di permettere anche l’armonizzazione o regolazione dei disturbi e non solo i test di indagine).
Con la Biorisonanza entriamo, in modo assolutamente innovativo, nel mondo delle terapie vibrazionali che in realtà sono molto antiche, se si considera che in quest’ambito si interagisce con il Sistema Energetico Umano, così come la MTC Medicina Tradizionale Cinese e i meridiani dell’Agopuntura, la Cromoterapia, il riequilibrio dei chakra che ruotano, hanno cioè un senso di rotazione o spin.
Tutta la materia è vibrazione (Max Planck)
Una frequenza può assumere diverse forme vibratorie, alcune tra le più note sono le vibrazioni sinusoidali che corrispondono a quelle sane, mentre altre appaiono in forma vibratoria quadrata e sono quelle dannose, inoltre quelle con forma vibratoria triangolare risultano essere addirittura stressanti. Ecco perché il metodo di Biorisonanza che ho scelto per il mio lavoro di naturopata, opera esclusivamente con forme vibratorie sinusoidali capaci di risanare senza nuocere.
In effetti, osservando qualunque struttura organizzata, spaziando dal micro al macrocosmo, tutto assume questa forma: la nostra Via Lattea, si annovera tra gli oltre 100 miliardi di galassie a spirale, le quali presentano giganteschi movimenti rotatori; il movimento rotatorio dei pianeti su orbite ellittiche attorno al sole, che a sua volta gira su se stesso. È il moto rotatorio che conferisce stabilità e ordine, caratteristiche che si riproducono fino al microcosmo, in un effetto olografico.
Sappiamo che esistono in natura un elevatissimo numero di onde elettromagnetiche con le quali interagiamo costantemente, entrandoci in risonanza, ad esempio la luce solare che con la frequenza e lunghezza d’onda dei suoi raggi UV è capace di produrre una stimolazione di specifiche cellule della pelle per produrre melanina, producendo l’effetto dell’abbronzatura. Inoltre, è nota l’importanza che le frequenze solari hanno nella produzione di vitamina D.
Il magnetismo, esempio quello del campo magnetico terrestre presenta una caratteristica a dipolo (polo Nord e Sud), i due poli sono distinti ma non separabili. Il magnetismo terrestre influenza la nostra vita biologica ed il nostro metabolismo. Abbiamo poi i colori, le radiazioni cosmiche, quelle solari e le onde di Schumann.
Queste ultime sono un prodotto naturale del campo morfogenetico terrestre, sono quelle frequenze a cui risuona per la sua conformazione volumetrica, lo spazio compreso fra la superficie terreste e la ionosfera ed i cui picchi tipicamente sono riconoscibili alle frequenze: 7.83 Hz, 14.1 Hz, 20.3 Hz, 26.4 Hz e 32.4 Hz. Il picco fondamentale della risonanza di Schumann è caratterizzata da una lunghezza d’onda uguale alla circonferenza della terra e ha una frequenza di circa 7,83 Hz. Da numerosi studi è emerso che le onde di Schumann creano un “rumore di fondo” funzionale a qualsiasi forma di vita, fungendo da accordatura per il ritmo circadiano, come un orologio biologico, hanno effetti determinanti per la salvaguardia della nostra salute. Si è inoltre scoperto che nei nostri cervelli, l’ippocampo vibra alla medesima frequenza di 7,83 Hz delle onde scoperte da Otto Schumann nel 1953, fissando la memoria a lungo termine.
Ritornare in “coerenza “ con le onde di Schumann è possibile con i trattamenti di Biorisonanza, ciò equivale ad armonizzarci con il battito del cuore del pianeta.
In definitiva, si tratta di onde benefiche e risanatrici delle funzioni del nostro organismo e per una corretta igiene del sonno, elemento fondamentale da cui dipende la sincronizzazione con i cicli biologici dell’ambiente e delle funzionalità fisiologiche del corpo, in tutto il regno animale. In effetti solo l’uomo con atti di volontà riesce ad alterarlo, pagando un prezzo spesso troppo elevato.
Come la Biorisonanza può spiegare l’efficacia dei rimedi omeopatici
Prof. Piergiorgio Spaggiari, ricercatore tra i massimi esperti di medicina quantistica e di Biorisonanza, in un’intervista pubblicata sulla Rivista Scienza e Conoscenza (www.scienzaeconoscenza.it) ci aiuta a comprendere i meccanismi e i fondamenti scientifici di alcune medicine non convenzionali come l’omeopatia. Nel rimedio omeopatico, come spiega prof. Spaggiari, una sostanza chimica può subire innumerevoli diluizioni in acqua ben oltre il numero massimo di Avogadro, legge fondamentale della chimica che stabilisce che al di sopra di tale limite non esiste più alcuna sostanza. Per questo motivo alcuni esponenti della medicina e farmacologia etichettano il farmaco omeopatico come acqua fresca. Ma appellandosi al principio di dualità e ricorrendo all’enunciazione di Einstein secondo cui qualunque cosa abbia massa ha anche energia, ecco cosa accade esattamente nel prodotto omeopatico: la massa di partenza è svanita ma nella memoria dell’acqua è presente la sua energia. Il rimedio omeopatico andrà ad influenzare l’organo di riferimento che oscillerà alla stessa frequenza del rimedio per biorisonanza.
Sulle orme di Tesla nuove soluzioni di cura non invasive
Lo stesso Tesla più di un secolo fa, tra le sue folgoranti intuizioni ebbe anche quella di sottoporsi giornalmente ad un numero elevatissimo di frequenze con un trattamento magnetico con un oscillatore da lui creato, grazie al quale guarì da una fortissima depressione. Egli indagò l’interazione delle frequenze dei campi elettromagnetici con il corpo umano, ma non brevettò nessun metodo, né dispositivo, ma si limitò ad enunciare le sue scoperte come eredità che avrebbe tracciato un nuovo orientamento per una medicina non invasiva, senza aghi, senza farmaci, senza fili.
Paul Schmidt (1922-1994) osservò che ogni organo ha una frequenza propria o, detto altrimenti, possiede uno spettro specifico di frequenze su cui si deve agire per stimolarlo. Una frequenza inadeguata non produce stimolazioni. Con questo approccio, si prevede che applicando una giusta frequenza, o con lo spettro mirato di frequenze, si possono eseguire “riparazioni”, o in altre parole, somministrare un trattamento di riequilibrio. Sulla base anche degli studi sull’oscillatore di Tesla, Schmidt creò un primo dispositivo di Biorisonanza (1975). I dispositivi attuali basati sui suoi principi operano con campi elettromagnetici Elf (a bassa frequenza) modulati sulla persona che si predispone al trattamento. Pertanto, la tecnologia ad essi sottesa non misura tanto il potenziale, quanto la risonanza. Mediante i campi elettromagnetici a bassa frequenza, si è in grado di interfacciarsi con le singole parti e funzioni dell’organismo (e quindi di permettere anche l’armonizzazione o regolazione dei disturbi e non solo i test di indagine). Spesso è sufficiente una sola seduta per avere il quadro completo della funzionalità del nostro corpo in tutta la sua complessità energetica, biochimica, fisiologica, psichica.
Da ormai oltre trent’anni anni si usano i principi di Biorisonanza dell’ing. Paul Schmidt in Germania, il quale scoprì che, con delle frequenze armoniche, si può influenzare il meccanismo di regolazione dell’organismo umano. L’ingegnere tedesco ha registrato più di 200 brevetti nel corso della sua vita codificando centinaia di migliaia di spettri di frequenze, sia fisiologici che patologici, oltre che di elementi, alimenti, patogeni, ecc. Con lui è nata la Paul Schmidt Akademie di Lennistadt, ormai con diversi sedi internazionali a cui collaborano decine di ingegneri, medici, biologi e naturopati da oltre venticinque anni. Questo metodo di cura è molto diffuso, naturalmente in Germania (circa 6000 medici e naturopati), in Svizzera e anche in Francia.
In Italia gli operatori che operano secondo questo metodo di Biorisonanza, possono considerarsi ancora dei pionieri ma sono sempre più numerosi, anche se, si stenta a crederlo, di simili metodi di cure non invasivi, efficaci, basati su frequenze capaci di innescare la guarigione delle cellule, se ne sente poco parlare.
Dalle frequenze dell’individuo si può capire di che malattia soffra – Prof. C. Ventura-
L’applicazione di questa “tecnologia gentile” per la salute ed il benessere
• non usa frequenze elettriche e quindi non produce effetti collaterali anche su neonati e portatori di pacemaker
• le frequenze sono generate da oscillatori soltanto meccanici che sfruttano la differenza di potenziale tra CEM (campo elettromagnetico) terra (–) e la CEM ionosfera (+), escludendo così il passaggio di frequenze “nascoste” e non totalmente “biologiche”
• non stressano mai l’organismo a livello enzimatico
• non contengono al loro interno alcunché che possa disturbare il campo magnetico del risuonatore
• usano frequenze ultra basse, generalmente nel range 0-100 Hz (SPETTRO BIOLOGICO); • impiegano le proprietà delle armoniche per una maggiore efficacia e velocità; • emettono solo onde sinusoidali come quelle biologiche dell’organismo;
• si avvalgono delle frequenze “carriers” (trasportano i segnali-informazionali) tra cui il “rumore di fondo” delle frequenze di Schumann (7-8 Hz) per creare un accordo naturale che favorisce i processi di coerenza molecolare
• interpongono tra gruppi di frequenze emesse delle brevissime pause per ampliare l’efficacia dei trattamenti mantenendo costante la vigilanza da parte dei recettori dell’organismo, contrastandone l’assuefazione o distrazione ai segnali veicolati.
Cosa si può fare con la Biorisonanza
Le sedute di applicazione della biorisonanza, permettono di indagare numerosi campi di disturbo e di correggerli:
• Test sostanze vitali (carenze o eccessi vitamine, minerali, oligoelementi)
• Test dei patogeni (virus, batteri, funghi e parassiti)Test agenti tossici e inquinanti – ambientali (geopatie, elettrosmog) – metalli pesanti, veleni, pesticidi, danni da vaccini
• Test intolleranze alimenti
• Check up anti age – aree d’indagine (test acido-basico, livelli di intossicazione e danni ossidativi cellulari, tessuti ed epitelio, capelli, pelle e unghie, tessuto cartilagineo e osseo, deficit di collagene, test enzimi e aminoacidi, test ormoni, test stress psico-emotivo)
• Check up completo del campo energetico umano
*Sulla base degli agenti causativi emersi dai test, l’operatore di biorisonanza programmerà i trattamenti personalizzati specifici di regolarizzazione che aiuteranno l’organismo a riportarsi verso l’equilibrio. Un esempio pratico, lo stesso piano alimentare e di rieducazione nutrizionale sarà raffinatamente ad personam, potendo interfacciarsi direttamente con il corpo per ottenere le risposte di ciò che lo nutre o che lo sta inquinando.
Come si svolge una seduta di Biorisonanza
La prima seduta dura circa un’ora e mezzo, le successive un’ora. Il numero delle sedute necessario e la loro frequenza è assolutamente correlato alle problematiche da affrontare ed allo stato generale di salute della persona (età, cronicità, risorse, ambiente, stile di vita). Dopo la prima seduta, la frequenza delle sedute successive consigliate è settimanale per le prime 3-4 settimane e poi sempre più a diradare fino ad una volta al mese ed oltre, in base alla progressione dei risultati fino ad una completa ristabilizzazione o evidenti miglioramenti, che verranno naturalmente testati. Indicativamente, numerosi disturbi non cronicizzati si risolvono nell’arco di circa 10 sedute.
Il tutto si svolge in un clima rilassante e neutro, privo di interferenze frequenziali perturbanti per il biocampo morfogenetico della persona, che starà comodamente distesa o seduta, sia nella fase più dinamica dell’indagine dove interagirà più attivamente con l’operatore, sia nella fase rilassante di ricezione del trattamento in cui godrà dei benefici riparatori. Personalmente, conferisco a quest’ultima parte, laddove lo ritengo più opportuno, un’impronta meditativa, suggerendo alcuni esercizi mindfulness ad approccio immaginale, constatando i benefici che scaturiscono dalla brillante sinergia di questi due approcci olistici.
“Se conosciamo l’anatomia dell’uomo interiore, possiamo vedere la natura delle sue malattie al pari dei rimedi. Ciò che vediamo con gli occhi esterni è l’ultima materia”. – Paracelso –
Monica Melis (Naturopata ad indirizzo bioenergetico, Operatore di Biorisonanza secondo Paul Schmidt®, trainer di mindfulness immaginale®), disponibile in studio a Roma per consulenze e per effettuare test o trattamenti con la Biorisonanza, online solo consulenze di nutrizione bioenergetica e sessioni mindfulness.
Per approfondire la conoscenza di questo metodo e delle altre discipline di cui mi occupo, tramite i seguenti contatti:
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Ringraziamo l’autrice dell’articolo Monica Melis Biomwell
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