Il nuovo anno sta per arrivare. Tempo di bilanci e di nuovi propositi. E se da un lato le nostre attenzioni sono indirizzate sul come organizzare il Veglione e i festeggiamenti che lo accompagnano, dall’altro, il passaggio del 31 dicembre è uno dei più importanti per indirizzare le nostre energie verso ciò che ci sta veramente a cuore.
Tra le tante festività, il Capodanno è una delle poche, forse l’unica, che supera le differenze culturali, religiose, politiche, socio-economiche e riunisce tutte le persone del mondo a confrontarsi con il lasciare andare ciò che è stato e accogliere quello che verrà.
Situazioni che finiscono e sorprese
Il Dio che caratterizzava questo passaggio era il Dio Giano, detto Bifronte, perché aveva due teste: una per guardare al passato ed una per guardare al futuro.
Con questo archetipo, famoso per essere associato agli inizi materiali e immateriali, ognuno di noi è costretto a guardare, suo malgrado, al passare del tempo, a fare i conti con la ciclicità delle cose, ad accettare che la nostra vita è fatta di relazioni, attività, situazioni… che iniziano ed altrettante relazioni, attività, situazioni che finiscono.
Imparare ad accettare questo lato mortifero del nostro vivere ci porta a fare i conti con un lato della medaglia che spesso preferiamo non vedere, perché scomodo e per certi versi spaventoso. Ma in verità è proprio in quello spazio buio che la vita ci riserva le sue più grandi sorprese.
Guardare alla morte ci porta ad onorare la vita! Lì dove qualcosa finisce, si crea uno spazio, qualcos’altro nasce, entra, cresce.
C’è bisogno di lasciare andare per poter far sì che qualcos’altro arrivi, entri, trovi la strada per poter germogliare.
Non ci sarebbero gli inizi se non ci fossero le fini, così come la vita esiste, nella sua bellezza, perché c’è la morte.
Un rito per l’occasione e piccoli cambiamenti
In occasione del nuovo anno che sta per arrivare, prova a fare un piccolo rito che ne accompagni l’ingresso. Dopo esserti preso del tempo, in un momento di tranquillità, scrivi su di un foglietto 5 cose che ti piacerebbe lasciare andare, far morire con l’anno “vecchio” ed altre 5 che ti piacerebbe che fiorissero, iniziassero, entrassero a far parte della tua vita.
Qualche minuto prima della mezzanotte, portali con te e con una candela, bruciali.
La mattina del 1 Gennaio inizia la tua giornata con una meditazione che ringrazi il nuovo anno appena cominciato. Abbi fiducia e dì grazie per tutto quello che sarà, per tutto quello che ti riserverà. Poi fai colazione, regalandoti un pasto diverso dal solito. Se generalmente prediligi cibi dolci, concediti qualcosa di salato. E viceversa. I grandi cambiamenti iniziano sempre dal modificare le piccole cose del nostro quotidiano.
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Buon Anno! Possa essere un nuovo anno all’insegna della fiducia, dell’entusiasmo, dei sogni e dei progetti.
Ringraziamo Giulia Di Sipio, autrice dell’articolo: potete approfondire la sua conoscenza attraverso i seguenti contatti:
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Capodanno e il lasciare andare
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