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Ascoltare il corpo emotivo

    Ascoltare il corpo emotivo

    Seduta durante una meditazione qualche giorno fa ho avvertito una forte paura.

    Allora ho cercato subito il mio respiro, sentivo il diaframma che si alzava e scendeva di continuo ed è li che ho concentrato subito la mia attenzione: la paura si è presentata come un qualcosa che stringeva e bloccava la mia pancia: la mia prima reazione è stat quella di allontanarla, volevo solamente essere calma e tranquilla, perché è uscita invece questa paura?

    Le nostre emozioni, i sentimenti e le sensazioni vivono e si manifestano nel nostro corpo, sentiamo infatti la tristezza nel cuore, la paura nell’intestino e la rabbia nei muscoli della mascella; se rifiutiamo e prendiamo le distanze da queste emozioni, è come se ci rifiutassimo e ci disconettessimo dal nostro corpo.

    Dopo la mia prima reazione di “no” alla paura, ho iniziato allora il processo per rimanere nel il corpo emotivo e di lavorarci, attingendo dalle mie conoscenze di studio sulla meditazione e alla consapevolezza  centrata sul mio corpo.

    La connessione mente-corpo-emozione

    Nella pratica buddista della meditazione della consapevolezza, ci sono quattro processi che sono collegati: il primo è il corpo, il secondo sono i sentimenti e le emozioni, il terzo i pensieri e il quarto sono i vari schemi di pensiero e sentimenti. Possiamo chiaramente capire quanto sia importante portare consapevolezza alle emozioni che vivono stabilmente nel nostro corpo, senza dare spazio alle infinite storielle e film autoprodotti che la nostra mente subito tende a creare sulla base delle nostre esperienze emotive.
    Questo succede quando spostiamo l’attenzione verso la mente, quando giudichiamo un sentimento, quando risolviamo un problema, quando vogliamo trovare una causa, un colpevole (esterno o quando giudichiamo noi stessi come tali) eccetera. È fondamentale rimanere e fare esperienza ascoltando il corpo, senza commentare mentalmente, senza cercare soluzioni, cause o altro.

    Possiamo stabilizzare la nostra mente concentrandosi sul nostro respiro, per poi lavorare con le emozioni; è un esercizio difficile e necessita di una continua pratica: man mano che diventiamo consapevoli del nostro respiro, la struttura della corteccia prefrontale del nostro cervello (quella che ci aiuta a dare prospettiva, messa a fuoco e direzione) diventa più attiva, mentre l’area più emotivamente attiva del nostro cervello inizia a calmarsi; questo vuol dire che il solo processo di essere consapevoli dei nostri stati emotivi, può aiutare a calmarli.

    Comunicare con il proprio corpo emotivo

    La psicoterapia incentrata sul corpo ci insegna che il primo passo nel lavoro con le emozioni è quello trovare quella precisa emozione nel proprio corpo, saper posizionare la pesantezza, il vuoto, la tensione nella zona del cuore, dei polmoni, nel tratto digestivo ovunque insomma questa si manifesti. Una volta sintonizzati sulla posizione e sulla sensazione dei nostri sentimenti possiamo affrontare due questioni davvero importanti.

    Ascoltare il corpo emotivo

    Di cosa hai bisogno? Che messaggio hai per me?

    Sono domande da ripetere come un mantra, per 20 minuti o più, per il tempo necessario che questo processo diventi un’onda d’amore che avvolga l’angoscia e la paura.

    Le risposte infatti non andranno cercate con la mente e il ragionamento, vanno considerate piuttosto come una occasione che la nostra mente offre al nostro corpo per arrivare alla consapevolezza della situazione. Allora avremo tutte le risposte di cui necessiteremo, potranno essere il bisogno di amore, di sicurezza, di rispetto, di aiuto, di libertà e tante tante altre.

    Ogni giorno abbiamo quindi la possibilità di dare al nostro corpo il giusto ascolto offrendo compassione alla nostra paura, alla nostra tristezza, rabbia, solitudine, gelosia, portando in atto una trasformazione e arrivando alla consapevolezza di una azione da portare avanti.

    “Esci dal circolo del tempo ed entra nel circolo dell’amore.” – Rumi

    Ringraziamo Caterina Conti autrice dell’articolo


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