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Angelica: una pianta dalle mille virtù

    Angelica

    Introduzione all’Angelica

    L’Angelica, appartenente alla famiglia delle Apiaceae, è una pianta erbacea perenne conosciuta per le sue molteplici proprietà terapeutiche e culinarie. Originaria dell’Europa e dell’Asia, l’Angelica è stata utilizzata per secoli nella medicina tradizionale e in cucina. La varietà più comune è l’Angelica archangelica, spesso coltivata per scopi medicinali e culinari.

    È una pianta dalle innumerevoli applicazioni, sia in campo terapeutico che culinario. La sua coltivazione e l’uso tradizionale rappresentano un patrimonio prezioso della nostra cultura botanica e gastronomica. Sia che venga utilizzata per le sue proprietà medicinali o per arricchire piatti e bevande, continua a essere apprezzata e studiata per i suoi benefici naturali.

    Caratteristiche

    È una pianta robusta che può raggiungere un’altezza di 1,5-2 metri. Ha un fusto cavo, foglie grandi e composte, e infiorescenze ad ombrella formate da piccoli fiori bianco-verdastri. Fiorisce in estate, e i suoi frutti, piccoli e ovali, maturano in autunno. La pianta predilige ambienti umidi e freschi, come quelli lungo le rive dei fiumi e nei boschi umidi.

    Storia e tradizione

    Durante il Medioevo, l’angelica acquisì un’aura quasi mistica in Europa. Veniva considerata una pianta sacra e le venivano attribuite proprietà protettive contro le malattie e gli spiriti maligni. La leggenda narra che l’Arcangelo Michele rivelò l’uso dell’angelica come antidoto alla peste, da cui deriverebbe il nome Angelica archangelica. Nei monasteri medievali, i monaci la coltivavano nei loro giardini medicinali, utilizzandola per preparare rimedi contro numerose malattie. Durante le epidemie di peste, l’angelica veniva masticata o trasformata in infusi per proteggere dalla malattia.

    Con il Rinascimento, l’interesse per le proprietà curative delle piante aumentò, e l’angelica divenne oggetto di studio da parte degli erboristi. La pianta era utilizzata non solo come medicinale ma anche come aromatizzante in cucina e nella produzione di liquori. I distillatori iniziarono a usare l’angelica per creare bevande come il Chartreuse e il Bénédictine, due liquori ancora molto apprezzati.

    Secoli XVIII e XIX

    Nel XVIII e XIX secolo, l’angelica continuò a essere apprezzata sia per le sue proprietà terapeutiche che culinarie. Era comune trovarla nei giardini botanici europei e americani. Durante questo periodo, l’angelica era spesso consigliata dai medici come tonico per rinforzare il sistema immunitario e migliorare la digestione. Nel XX secolo, il suo uso come rimedio naturale ha subito un declino a causa dell’avvento della medicina moderna e dei farmaci sintetici. Tuttavia, negli ultimi decenni, c’è stato un rinnovato interesse per le medicine naturali e tradizionali, portando a una riscoperta delle proprietà benefiche dell’angelica.

    Usi moderni

    Oggi, è ancora coltivata e utilizzata per la produzione di liquori, integratori alimentari e rimedi erboristici. La ricerca scientifica continua a esplorare i suoi benefici per la salute, confermando molte delle proprietà terapeutiche che le sono state attribuite nel corso dei secoli.

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    Proprietà terapeutiche

    L’angelica è famosa per le sue proprietà terapeutiche, derivanti principalmente dalle radici e dai semi. Alcune delle sue virtù principali includono:

    • Antispasmodica: aiuta a ridurre i crampi muscolari e le tensioni addominali
    • Digestiva: favorisce la digestione e allevia disturbi gastrointestinali come gonfiore e flatulenza
    • Tonica: rinforza l’organismo e migliora la resistenza fisica e mentale
    • Carminativa: riduce la formazione di gas intestinali
    • Sedativa: ha effetti calmanti, utili in caso di stress, ansia e insonnia

    Composizione chimica

    L’angelica contiene una varietà di composti chimici che le conferiscono le sue proprietà medicinali. Tra i principali principi attivi troviamo:

    • Olio essenziale: ricco di terpeni, tra cui α-pinene, β-fellandrene e mircene, che contribuiscono alle proprietà antispasmodiche e carminative
    • Furocumarine: composti come il bergaptene e lo xantotossina, che hanno attività antifungina e antimicrobica
    • Acidi organici: tra cui l’acido angelico e l’acido succinico, che favoriscono la digestione
    • Cumarinici: con proprietà sedative e antinfiammatorie

    Usi culinari

    In cucina, l’angelica è utilizzata per il suo sapore aromatico e leggermente dolce. Le parti della pianta più comunemente impiegate sono:

    • Gambi: canditi, sono usati come decorazione per dolci e torte
    • Foglie: aggiunte fresche a insalate e zuppe per un tocco aromatico
    • Semi e radici: utilizzati per aromatizzare liquori e bevande, come il famoso liquore francese Chartreuse

    Varietà di Angelica

    Esistono diverse specie di angelica, ognuna con caratteristiche uniche:

    • Angelica sinensis: conosciuta anche come Dong Quai, è ampiamente utilizzata nella medicina tradizionale cinese per il trattamento di disturbi femminili, come la regolazione del ciclo mestruale
    • Angelica sylvestris: una varietà selvatica più comune in Europa, utilizzata meno frequentemente per scopi medicinali ma con proprietà simili all’Angelica archangelica
    • Angelica dahurica: utilizzata nella medicina tradizionale asiatica, conosciuta per le sue proprietà anti-infiammatorie e analgesiche

    Coltivazione

    Coltivare l’angelica è relativamente semplice. La pianta necessita di un terreno ben drenato, ricco di sostanze organiche e di un’adeguata esposizione solare. Si semina in primavera o in autunno, e le piantine vanno diradate per permettere un adeguato sviluppo. La raccolta delle radici avviene in autunno, mentre le foglie e i semi si raccolgono in estate.

    Ringraziamo Alessia De Santis, operatrice olistica e autrice dell’articolo: potete contattarla per approfondimenti ai seguenti contatti:

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