Se vi chiedessero qual è il libro che vi ha cambiato la vita, sapreste rispondere?
Io assolutamente sì, senza pensarci un attimo! Perché il libro che sto per citarvi, non solo mi ha trasportato a diecimila chilometri di distanza, ma ha letteralmente trasformato la mia realtà sotto tutti i punti di vista.
Erano i primi anni 2000 quando entrai in libreria a cercare il regalo per un amico antropologo. Mentre mi guardavo intorno, cominciai a sentirmi osservata, mi voltai e vidi sullo scaffale una copertina con due occhi che mi fissavano, un volto indigeno molto interessante con un nome a me sconosciuto ma, a quel punto, non potevo fare altro che prenderlo. Andai alla cassa e mi feci impacchettare il piccolo volume.
A quell’epoca lavoravo per una giovane azienda che, inviandomi per un periodo nella sua succursale di New York, aveva riacceso in me il fuocherello artistico tanto da portarmi a decidere di mollare tutto e trasferirmi proprio nella Grande Mela.
Come regalo di saluto, il mio amico mi ridonò quello stesso libro “perché quando l’ho letto – disse – ho capito che in realtà era per te, più che per me”.
Ovviamente nella mia vecchia Samsonite caricata a più non posso per un salto nel buio intercontinentale nel bel mezzo di un inverno gelido, non c’era proprio posto per quel libro che rimase ancora lì, paziente, ad attendermi.
Anni dopo, quando rientrai per una breve vacanza e decisi finalmente di portarmelo dietro e leggerlo fra una metro e l’altra, “il destino fu compiuto” diceva lui in seguito, mentre ricordavamo la storia che mi aveva portata fin lì. Infatti dopo pochi mesi, qualche telefonata e un colloquio a Milano, ero pronta per partire alla volta del Sudamerica! Mi ero offerta come volontaria per insegnare lingue e arti visive in una piccola scuola del sud del Perù, creata per bambini in situazioni disagiate e mantenuta proprio grazie alle Royalties del libro che avevo letto e di tutti gli altri scritti da Hernán Huarache Mamani, fondatore della Escuela de la Vida y de la Paz.
La responsabile del progetto mi aveva detto a chiare lettere che l’autore, durante i suoi soggiorni in Perù, separava nettamente gli impegni con la scuola e i volontari dalla vita privata e che, quindi, non tutti avevano la possibilità di conoscerlo. A me invece toccò una sorte decisamente diversa: venne a prendermi lui in persona all’aeroporto di Arequipa, con il suo amato cappellino di lana verde, e mi rese immediatamente parte della sua famiglia. Nei due mesi di soggiorno in Perù, vissi con loro nella casa che aveva costruito per i suoi figli prima ancora che negli ambienti per i volontari; conobbi la sua città natale e la sua gente nel Cañon del Colca; viaggiai con lui e la sua famiglia nelle isolette del lago Titicaca e affrontai anche prove estreme. Alla fine, sempre grazie a lui, conobbi anche l’amore e quei due mesi diventarono 10 anni in cui vissi sulle Ande imparando da Hernán tutto ciò che riguarda la cultura andina, i segreti delle piante sacre, i rituali, la lettura della coca, la lingua quechua.
Ho tradotto alcuni dei suoi libri per Piemme, sono diventata la sua collaboratrice/oppositrice favorita (dicono i suoi figli) e sto ancora lavorando a un paio di progetti incompiuti che ormai, purtroppo, vedranno la luce come postumi. In tutti gli anni vissuti insieme, Mamani ha sempre ricordato i tempi delle altre vite nelle quali eravamo già stati uniti ed è sempre rimasto fedele alla promessa che mi aveva fatto una volta: “nei momenti più importanti, sarò sempre con te”.
Ecco, il libro che mi ha letteralmente cambiato la vita si intitola “Negli Occhi dello Sciamano” e da poco è divenuto anche audiolibro, letto magistralmente da una persona speciale, oltre che grande attore: Enzo Decaro. Inutile dire che io lo consiglio a tutti ancora oggi, nonostante sia ormai tornata in Italia con la mia famiglia, dove continuo a diffondere sia la cultura andina – accompagnata dal mio marito di stirpe Quechua – sia tutti gli altri insegnamenti appresi in oltre venti anni di carriera olistica con grandi maestri: i tarocchi evolutivi e le costellazioni psicogenealogiche degli Jodorowsky, Canalizzazione di Registri Akashici, Reiki e Cabala tarologica.
Nel (poco) tempo scrivo anche: libri per bambini, un romanzo iniziatico e tanti post sul mio IG valen_unoceanoperculla, dove potete trovare anche informazioni sugli eventi che organizziamo.
Se avete curiosità, contattatemi pure lì, prima o dopo la lettura del mio libro magico: “Negli occhi dello sciamano”.
Ringraziamo Valentina (Ashanti) Russo e autrice dell’articolo: potete contattarla per approfondimenti ai seguenti contatti:
Email: valen.russo@gmail.com
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Libri che cambiano la vita
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