Om Sat-Chit-Ananda Parabrahma
Purushothama Paramatma
Sri Bhagavathi Sametha
Sri Bhagavathe Namaha
Moola Mantra, il mantra cantato è il mantra a cui affidarsi per essere protetti dalle difficoltà, dai dispiaceri, dalla sofferenza.
È coscienza e beatitudine eterne e il Sé supremo. Così il mantra cantato onora la realtà ultima come coscienza, beatitudine e verità eterna e onnicomprensiva. Viene spesso utilizzato come strumento per la meditazione e la pratica spirituale e si ritiene che aiuti ad avvicinare il praticante alla realtà ultima e al Sé ultimo.
Il mantra è scritto in sanscrito vedico. Cantarlo con il cuore significa fare scorrere la sua energia potentemente. Si tratta del chiamare la suprema energia e farla manifestare intorno a noi in qualunque modo, in qualunque momento.
La parola sanscrita “moola” significa “radice” o “sorgente” perciò il Moola Mantra è considerato la radice e la sorgente di tutti gli altri mantra. Per questa ragione sii pensa che sia uno strumento potente per la meditazione e molti lo usano per aiutare a concentrare la mente e a raggiungere un senso di pace interiore e chiarezza.
La forma esatta e il lessico del Moola Mantra possono variare a seconda della tradizione o del ramo in cui viene utilizzato. Una delle versioni comuni del Moola Mantra è:
Om Sat Chit Ananda Parabrahma, Purushothama Paramatma, Sri Bhagavathi Sametha, Sri Bhagavathe Namaha
Provare a darne un significato è una impresa ardua, per via delle diverse traduzioni e le diverse interpretazioni. In ogni caso il mantra è tipicamente tradotto come segue.
Om Sat-Chit-Ananda Parabrahma
Onora la realtà ultima, l’eterna coscienza e beatitudine e il Sé ultimo. Nell’induismo, la realtà ultima è spesso indicata come Brahman, e questo mantra è usato per onorare e invocare la presenza della realtà ultima.
Om: Questa è una sillaba sacra che si ritiene rappresenti la realtà ultima o Brahman nell’induismo. Inoltre è spesso considerato il suono dell’universo ed è usato come mantra di devozione e meditazione.
Sat: Questo significa “verità” o “realtà” in sanscrito. Rappresenta la natura eterna e immutabile della realtà ultima.
Chit: Questo significa “coscienza” o “consapevolezza” in sanscrito. Rappresenta la natura eterna e onnicomprensiva della coscienza.
Ananda: Questo significa “beatitudine” o “felicità” in sanscrito. Rappresenta la natura eterna e onnicomprensiva della beatitudine o della felicità.
Parabrahma: Questo significa “la realtà ultima” o “il supremo Brahman” in sanscrito. Rappresenta la natura ultima e onnicomprensiva della realtà ultima.
Purushothama Paramatma
È una frase che si riferisce al Sé ultimo o alla coscienza suprema.
Purushottama: Questo significa “l’essere supremo” o “il Sé supremo” in sanscrito. Si riferisce alla realtà ultima o alla coscienza suprema.
Paramatma: Questo significa “il Sé supremo” o “la coscienza ultima” in sanscrito. Si riferisce alla natura ultima e onnicomprensiva del Sé supremo o coscienza suprema.
Insieme, Purushottama Paramatma si riferisce quindi al Sé ultimo, alla coscienza suprema come la realtà ultima e l’essere più elevato. È spesso usato nelle pratiche spirituali indù quindi come un modo per connettersi e onorare la realtà ultima e il Sé ultimo.
Sri Bhagavathi Sametha
È una frase che si riferisce alla divina madre o dea, che si crede sia la fonte di tutta la creazione e l’incarnazione della realtà ultima.
Sri: Questo è un termine di rispetto e onore in sanscrito, ed è spesso usato per riferirsi a un essere divino o santo.
Bhagavathi: Questo significa “dea” o “madre divina” in sanscrito. Si riferisce a una divinità femminile o essere divino che è venerato e adorato.
Sametha: Questo significa “in presenza di” o “accanto” in sanscrito. È usato per indicare che la dea è presente ed è onorata.
Insieme, Sri Bhagavathi Sametha si riferisce alla divina madre o dea come un essere presente e onorato. È usato come un modo per connettersi e onorare l’aspetto femminile divino della realtà ultima.
Sri Bhagavathe Namaha
È una frase che viene spesso usato come un modo per onorare e mostrare rispetto per una divinità o un essere divino.
Sri: Questo è un termine di rispetto e onore in sanscrito, ed è spesso usato per riferirsi a un essere divino o santo.
Bhagavathe: Questo significa “il divino” o “l’essere divino” in sanscrito. Si riferisce a una divinità o essere divino che è venerato e adorato.
Namaha: questo è un termine di rispetto e onore in sanscrito, ed è spesso usato come un modo per mostrare riverenza e devozione a una divinità o essere divino. È spesso tradotto come “mi inchino a te” o “ti offro i miei rispetti”.
Insieme, Sri Bhagavathe Namaha è un modo per onorare e mostrare rispetto per l’essere divino o la divinità a cui si fa riferimento. È usato nelle pratiche spirituali come un modo per connettersi e onorare l’aspetto divino della realtà ultima.
Moola Mantra, il mantra cantato
Ringraziamo Carlo & Letizia, affezionati lettori, per il loro articolo
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