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Progetto Archeoplastica: per un mare senza plastica

    Progetto Archeoplastica

    Archeoplastica è un progetto per sensibilizzare la gente sul grave inquinamento del mare causato dalla plastica, sfruttando rifiuti integri di cinquant’anni e oltre arrivati dal mare.

    Antichi rifiuti spiaggiati

    In giro per il web raramente si incontrano realtà, a nostro avviso, tanto interessanti come il progetto Archeoplastica! Il protagonista è Enzo, fondatore di MILLENARI DI PUGLIA, associazione impegnata nella fruizione e valorizzazione del territorio, nell’educazione ambientale e nel volontariato naturalistico.

    L’associazione è impegnata attivamente anche nella sensibilizzazione sul tema dell’inquinamento da plastica organizzando giornate di raccolta collettiva.

    Progetto Archeoplastica

    Il protagonista

    L’ideatore e creatore di Archeoplastica è Enzo, un accanito raccoglitore di plastiche spiaggiate che ha avuto l’idea del progetto Archeoplastica. L’intento è quello di sfruttare i tantissimi rifiuti spiaggiati per portare l’osservatore a riflettere sul problema dell’inquinamento della plastica in mare. È stato creato un museo virtuale dove osservare tutti i reperti e acquisire informazioni. Sono organizzate inoltre tante mostre soprattutto nelle scuole, dove poter vedere dal vivo ciò che il mare ci ha restituito.

    Dal 2018 Enzo ha iniziato a raccogliere plastica sulle spiagge della provincia di Brindisi conservando tutti quei flaconi prodotti 40 o 50 e più anni fa. Sono conservati perché aiutino a far riflettere sul problema, a comprenderlo meglio e magari anche a stimolare un diverso atteggiamento sull’uso quotidiano della plastica, specialmente quella usa e getta.

    Progetto Archeoplastica

    Come nasce l’idea

    Quanto dura la plastica in mare? Quanto tempo impiega per degradarsi? Dov’è la plastica prodotta negli ultimi 70 anni e che viaggio ha fatto per arrivare fino alle nostre spiagge?

    Queste sono solo alcune delle domande che Enzo si è posto in questi anni. La scienza ci dice che con le condizioni presenti nel mare, la plastica si degrada molto lentamente. Potrebbero volerci più di mille anni per un completo dissolvimento. Tutto quello che abbiamo buttato in mare fino ad ora, è ancora tutto lì e se continueremo così, presto in mare ci sarà più plastica che pesci.

    L’idea è maturata quindi dopo aver trovato per la prima volta un rifiuto di fine anni ’60. Si trattava di una bomboletta spray Ambra Solare con il retro ancora leggibile che riportava il costo in lire.

    Progetto Archeoplastica
    UN RIFIUTO DI OLTRE CINQUANT’ANNI FA!

    Racconta Enzo: quando pubblicai la foto su Facebook, scoprii lo stupore della gente nel vedere un prodotto così vecchio ancora in buono stato tra i rifiuti in spiaggia. Da quel post scaturirono da parte dei lettori, tante riflessioni sul problema della plastica. Da quell’episodio ho iniziato a raccogliere sempre di più gli oggetti restituiti dal mare e a mettere da parte tutti i prodotti vintage di un’età variabile dai trenta ai sessant’anni. Ho imparato a riconoscerli e fino ad ora ho raccolto tantissimi reperti databili tra gli anni ’60 e gli anni ’80.

    Un progetto su più fronti

    Il progetto Archeoplastica si sviluppa su più fronti: il primo riguarda la mostra virtuale ovvero un sito dove è possibile osservare questi reperti come fossero veri pezzi da museo. Attraverso un particolare lavoro di fotogrammetria viene infatti realizzata un’immagine 3D del rifiuto di plastica che potrà essere così osservato in ogni suo dettaglio .

    Una seconda fase del progetto prevede l’allestimento di mostre itineranti in varie scuole e altri luoghi pubblici e inoltre la realizzazione di un opuscolo divulgativo sul progetto e sull’importanza di ridurre la plastica usa e getta.

    Alcuni reperti

    Non si tratta di una crociata contro i marchi

    Come ci tiene a specificare Enzo, il progetto Archeoplastica ha la sola finalità etica di sensibilizzare sul tema dell’inquinamento dei mari determinato dall’utilizzo della plastica e nello specifico, dalla scorretta gestione del fine vita della stessa.
    Non sussiste alcuna volontà da parte di Archeoplastica di accusare e denigrare le aziende produttrici dei prodotti rinvenuti in mare ed esposti nel museo virtuale, né tantomeno sussiste alcuna volontà di agganciamento ai marchi stessi.
    I marchi citati sono riportati al solo fine di dimostrare la datazione dei rifiuti rinvenuti.

    Altri reperti

    Invitiamo i nostri lettori a informarsi di più sull’interessantissimo progetto tramite il sito Archeoplastica, i social e a prendere contatto con Enzo per eventuali ulteriori informazioni.

    Logo Archeoplastica

    Contatti Progetto Archeoplastica

    Telefono & Whatsapp: 373 5293970
    Email: info@archeoplastica.it
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    Profilo Instagram: visita la pagina
    Sito web: visita il sito

    Tutte le foto e la quasi totalità dei testi di questo articolo provengono dal sito di Progetto Archeoplastica che ne detiene la proprietà.

    Aggiungiamo infine un sentito ringraziamento personale ad Enzo per la sua idea, il suo fantastico lavoro e per la sua grande passione. Grazie di cuore da tutta Italia Olistica!

    Leggi anche: Il problema con la plastica è il cambiamento

    Il problema con la plastica è il cambiamento


    Progetto Archeoplastica: per un mare senza plastica

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