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Il Movimento Interrotto: la grande ferita

    Il Movimento Interrotto: la grande ferita

    Il Movimento Interrotto può verificarsi con la madre o il padre, ma anche con entrambi i genitori; in entrambi i casi gli effetti sono gravi e profondi, colpendo il senso della vita su molti piani. Il Movimento Interrotto verso i genitori agisce come un peso che può bloccare parzialmente o totalmente la possibilità di affidarsi alla vita, impedendo di coglierne i frutti più preziosi: la gioia, il successo, la realizzazione personale, le relazioni felici con gli altri.
    Il mondo dell’infanzia è il luogo dove nascono le principali problematiche che si manifestano negli adulti. Il bambino vive in una condizione di empatia profonda con ciò che lo circonda, in particolare con i propri genitori. Spesso prende su di sé lutti, traumi e dolori della famiglia che diventano per lui fonti di inquietudini, ansie e sofferenze, che se non visti o sottostimati dagli adulti, non vengono elaborati interiormente e possono diventare cicatrici profonde che lo accompagneranno tutta la vita.

    Il senso di perdita che si amplifica

    L’incapacità dell’adulto di cogliere la modalità di comunicazione del bambino con cui egli esprime il suo dolore, ne influenza senz’altro l’elaborazione interiore e la risoluzione. Genitori assenti emotivamente, perché presi dallo stesso dolore vissuto nella propria infanzia, non saranno in grado di accettare e sostenere il dolore del bambino, di guardarlo con lo sguardo dell’adulto che sa trovare una soluzione. Alle volte i genitori stessi sono “irretiti” con un trauma familiare, spesso antico, ed entrano nel meccanismo che Bert Hellinger definisce “fai tu al posto mio” dove, attraverso l’automatismo della preoccupazione, trasferiscono emotivamente il problema al figlio che se ne farà carico “faccio io al posto tuo”, mentre i genitori lo accudiranno con ansia e apprensione.
    Anche l’assenza fisica di uno dei genitori, per tempi più o meno lunghi (ricordiamo che i bambini piccoli non hanno la percezione del tempo) può determinare un distacco emotivamente e psicologicamente prematuro, causa del “movimento interrotto”.

    Che la madre o il padre siano lontani fisicamente per necessità, a livello emotivo o affettivo, dimenticando il loro piccolo, ben poca differenza ci sarà nelle sofferenze emozionali di quel bambino. Egli tenderà ad adottare una risoluzione interiore che gli dia conforto, troverà un preciso modo per sopravvivere alla disperazione e alla sensazione di impotenza senza il genitore: “Io rinuncio a mamma/papà” – dirà interiormente – “Io resto solo”, “Io rimango distanziato da lei/lui”, “Le/gli giro le spalle”.
    Così facendo aumenta la sua sconnessione e facendosi grande precocemente finisce con l’amplificare il senso della perdita, che si porterà fino a quando non deciderà di guardare lui stesso il proprio dolore del distacco precoce.

    Timore di ricevere

    Quel bambino, diventando adulto, cercherà nel suo pensiero logico, di dare una spiegazione al suo dolore della separazione e che possa avere il potere di dare un senso alle proprie sofferenze. È la lunga serie dei perché, per trovare tante spiegazioni razionali al suo disagio, in grado di dargli un momentaneo sollievo.
    Ma nella sua interiorità questo atteggiamento lo scollegherà ancora di più dal movimento originario verso i genitori e finirà per diventare lui stesso come loro o di trovare un partner che li rappresenti.
    Quando da adulto cercherà di intraprendere una relazione amorosa, quel movimento dell’andare verso l’altro verrà frenato dall’antico ricordo ormai nascosto nell’anima. La persona si metterà magari nella pretesa che il partner vada verso di lei o chiederà al partner di soddisfare i suoi bisogni di bambino abbandonato. Tenderà comunque a ritrarsi dall’affettività, avrà difficoltà a sopportare la vicinanza sentimentale soffrendone, senza riuscire ad aprirsi veramente o per breve tempo.
    A seconda che il Movimento Interrotto riguardi il padre o la madre ci saranno delle conseguenze che ricadono su più settori della vita: successo nel lavoro, rapporto con il denaro, relazioni appaganti. Ma il modello comportamentale è pressoché lo stesso: timore di ricevere e/o ritirarsi prima di arrivare a raggiungere i risultati.

    Principio superiore da ritrovare

    Bert Hellinger ci ha aiutato a comprendere quanto i genitori siano, sia a livello personale che genealogico oltre che archetipico, quel principio superiore che è indispensabile ritrovare nel profondo del proprio sé, per poter guarire i nostri mali profondi e avere una vita degna di essere vissuta.
    A proposito di questo doloroso blocco egli scrive:
    “Quale può essere qui la soluzione?
    Il trauma viene superato lì, dove ebbe inizio. In realtà, dietro ogni trauma c’è quasi sempre una situazione nella quale un movimento che sarebbe stato necessario fare non è stato possibile compierlo, cosicché rimaniamo immobili come radicati o paralizzati all’interno di questo movimento.

    Il Movimento Interrotto: la grande ferita

    Compiere il movimento che è stato interrotto

    Come si risolve una situazione del genere?
    Viene risolto nel nostro sentimento e nel nostro ricordo, se, malgrado tutte le nostre paure, siamo capaci di ritornare in quella determinata situazione e di compiere interiormente il movimento interrotto o impedito di allora.
    Cosa significa questo nel caso del movimento verso la madre interrotto precocemente?
    Torniamo un’altra volta nella situazione di allora, torniamo un’altra volta ad essere il bambino di allora, guardiamo nostra madre com’era allora e, malgrado il dolore che ci sovviene e la delusione e la rabbia di allora, facciamo un piccolo passo verso di lei – con amore.

    Ci fermiamo, la guardiamo negli occhi e aspettiamo, fino a quando percepiamo in noi la forza e il coraggio per il prossimo piccolo passo.
    Poi ci fermiamo di nuovo, fino a quando ci riesce fare il prossimo piccolo passo e i piccoli passi successivi, fino a quando, infine, non cadiamo tra le braccia di nostra madre, abbracciati e tenuti stretti da lei.
    Finalmente di nuovo un tutt’uno con lei e uniti in amore a lei.

    Più tardi proviamo, anche qui intanto interiormente, se questo movimento ci riesce verso un partner amato. Lo guardiamo negli occhi e, piuttosto che aspettare che egli si muova verso noi, siamo noi a fare il primo piccolo passo verso lui.
    Dopo un po’, quando abbiamo raccolto abbastanza forza, facciamo un secondo passo. Così continuiamo ad andargli incontro, lentamente passo dopo passo, fino a quando non lo prendiamo tra le nostre braccia ed egli ci prende tra le sue braccia, finché non lo teniamo stretto e ci lasciamo tener stretto da lui, felicemente e lungamente”.


    Ringraziamo l’autrice dell’articolo Doriana Mimma De Vido, Counselor Sistemico Relazionale e Facilitatore Costellazioni Originali Hellinger®

    Questi sono i contatti per approfondire la conoscenza con lei

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