” Presso gli Eschimesi Iglulik il giovane o la fanciulla che desiderano diventare sciamani si presentano con un dono al maestro che hanno scelto e dichiarano: «Vengo da te perché desidero vedere». ” – M. Eliade, in “Miti, Sogni e Misteri”
“Quando facciamo valere l’intuito, siamo come una notte stellata: fissiamo il mondo con migliaia di occhi” – C. Pinkola Estes, in “Donne che corrono con i lupi”
Il potere della visione mette in risalto due aspetti: da una parte la capacità e possibilità di vedere oltre la realtà contingente, attraverso il tempo, attraverso le dimensioni, attraverso l’anima delle persone; dall’altra la capacità e possibilità di entrare in connessione e comunicazione con il cosmo di cui siamo parte.
Diverse tradizioni
Nelle tradizioni sciamaniche di varie culture, ad esempio presso i Samoiedi, gli Eschimesi, i Daiachi del Borneo, l’atto del “vedere” è uno dei primi passi del percorso d’iniziazione sciamanica, ove il “vedere” non è più inteso come percezione legata agli organi della vista, ma implica una serie di capacità extra-sensoriali, quali ad esempio la chiaroveggenza, vedere gli esseri delle altre dimensioni, guardare dentro l’anima delle persone e arrivare a un raggio di visuale amplissimo, al di sopra delle reali potenzialità umane, per poter individuare e recuperare le anime disperse o rubate. In molte tradizioni, ha luogo un vero e proprio rituale inziatico in cui il neofita acquista nuovi occhi e anche ulteriori nuovi organi, per ottenere una maggiore sensibilità e percezioni extra-sensoriali.

Durante i viaggi estatici o nei sogni, le sciamane possono ricevere visioni che l’Essere Supremo, gli Spiriti o le Antenate procurano, per acquisire ulteriori capacità, conoscenze, e ricevere informazioni utili per la popolazione.
Nei sistemi di credenze inerenti a numerose correnti di spiritualità animistica, nei totemismi, nelle spiritualità pagane, parzialmente anche nelle religioni politeiste, e nuovamente in seno allo sciamanismo di aree differenti, ritroviamo in modo chiaro e centrale il senso di unione e corrispondenza fra tutti gli elementi all’interno dell’universo.
Il cielo e la terra
Nello specifico si parla di unione fra ciò che è sulla terra, gli esseri umani e la natura, e il cielo, l’intero universo che la circonda. Aspetto che ritroviamo ben espresso nell’incipit della Tabula Smaragdina, per come è arrivata a noi, che si fa risalire al VI-VIII secolo a.c.:
“Ciò che è in alto è come ciò che è in basso, E ciò che è in basso è come ciò che è in alto, Per realizzare il miracolo della realtà che è Una”.
Una volta appreso il metodo che consente di entrare in contatto profondo con sé, di ascoltare la propria voce interiore e interpretare i codici dell’anima, si ritiene che il passo successivo possa essere predisporsi al contatto con qualcosa che stia al di fuori di sé, ma con cui l’essere umano è strettamente connesso.
Tra interiorità e realtà esterna
Dal concetto di unità si genera l’idea di rispecchiamento fra il mondo interiore e la realtà esterna, insieme alla necessità di conoscere sé stesse e prendersi cura di sé per arrivare a conoscere e ad avere cura anche del mondo circostante.
“Quando la congiunzione tra esterno e interno accade nel modo giusto, la coscienza si congiunge con l’inconscio collettivo, con una simultanea diminuzione del complesso egoico. L’Io si ritira per lasciare il posto al Sé. Ritrovare il punto, dove realtà esterna e realtà interna si uniscono, è il compito verso il quale tende l’individuazione.” (M.L. Von Franz, “Alchemical Active Imagination”, C.G. Jung Foundation Books, 1997).
Come nell’ambito della spiritualità, così nell’ambito della filosofia, della psicologia, si è tentato di chiarire e definire la funzione trascendente o transpersonale nell’essere umano, che offre la possibilità di connettersi con un piano superiore di coscienza. Lo stringersi di questo legame con un piano elevato fa sì che nelle facoltà mentali umane si faccia sempre più spazio anche la funzione dell’ ”intuizione”, in affiancamento alla logica e al pensiero razionale.
É attraverso l’intuizione che si favoriscono delle scelte di vita che siano in sintonia con le frequenze più sottili che caratterizzano l’essere, che rappresentano, insieme alla parte corporea, l’insieme di tendenze e talenti che si possono sviluppare nell’arco dell’esistenza.
É grazie all’intuizione che si può ottenere una visione limpida delle situazioni e dei contenuti interiori.
In realtà il dialogo con la dimensione transpersonale è costante, ma è necessario riconoscerlo e portarlo su un piano di coscienza. Durante i viaggi d’immaginazione, o visualizzazioni creative, poiché il lato cosciente diviene sempre meno preponderante e il suo controllo si affievolisce, il filo di comunicazione con l’universo si rende più facilmente manifesto e se ne possono cogliere i frutti comprendendo desideri e bisogni profondi, scoprendo le proprie risorse, ricevendo suggerimenti di risoluzione per situazioni di disagio.
D.ssa Sara Di Giacomo Pace
Arteterapeuta e Counselor Olistica
Ringraziamo Sara, autrice dell’articolo; potete approfondire prendendo contatto con lei:
Contatti:
https://www.facebook.com/
Il pezzo è un estratto della tesi della scuola di formazione per Operatori olistici “Il Quarzo Rosa”, pubblicata interamente nell’anno 2014


