Tutti noi ci ritroviamo a cavalcare quotidianamente l’onda di intense emozioni, con qualche lacrima e (tante si spera) risate ogni giorno, ridere e piangere fa bene. Gli esseri umani sono l’unica specie che piange come espressione di una emozione e una delle pochissime specie che ride, insieme ad alcune scimmie e forse qualche ratto. La scienza stessa non è esattamente sicura del perchè si rida, ma è d’accordo sul dire che sia le lacrime che le risate forniscono un naturale “riavvio” emozionale di cui tutti spesso necessitiamo.
C’è una spiegazione fisiologica per l’esperienza catartica che si ottiene con una bella risata o con un bel pianto ed entrambi offrono una serie di benefici, dall’aumento delle difese del sistema immunitario a una moltitudine di ormoni del “benessere”.
Maggiore energia
Per vederla attraverso i chakra, questi rilasci emotivi possono dissolvere i blocchi energetici e portarci verso uno stato di maggiore flusso di energia. L’atto fisico di piangere e ridere attiva i centri energetici: usando i muscoli respiratori, addominali e del diaframma, il chakra del cuore e l’area del plesso solare ovvero il terzo chakra, che è il centro della comunicazione, del potere e della gioia
Ho partecipato a diversi workshop dove l’operatore guida i partecipanti attraverso esercizi di risata e di pianto come un modo per allentare le loro inibizioni sull’espressione di sé. Piuttosto che puntare direttamente ad un esercizio dedicato all’emotività, questo, accompagna le persone attraverso le azioni fisiche di singhiozzare, ridere o fare i capricci, e lascia che il resto accada.
È così che funziona anche lo Yoga della risata: la risata, falsa o reale, stimola il rilascio di seratonina e endorfine nel cervello, che aiuta a rilassarci e a sentirci più aperti e vivi.
Altri benefici della risata includono un maggiore apporto di ossigeno, una migliore circolazione e una pressione sanguigna più bassa, e a uno stato mentale più positivo. Uno studio di 70 donne anziane depresse ha scoperto che lo Yoga della risata, creato da Madan Kataria, un medico della città indiana di Mumbai, è stato altrettanto efficace quanto la terapia di esercizio fisico per migliorare l’umore.
Non solo risate
Mentre dai vari operatori in tutto il mondo viene proposto spesso lo yoga della risata da quando Kataria lo ha introdotto nel 1955, la pratica giapponese del rui-katsu, o “ricerca delle lacrime”, è un fenomeno invece più recente. La tendenza è stata avviata nel 2013 da Hiroki Terai, la cui attività di conduzione di cerimonie di divorzio gli ha aperto gli occhi su quanto le persone sembravano sentirsi meglio dopo aver pianto durante tali difficili pratiche. In un tipico evento di rui-katsu, i partecipanti guardano una serie di video strappalacrime, da spot pubblicitari e filmati struggenti a memoriali per gatti domestici. L’obiettivo è quello di destigmatizzare il rilascio di emozioni alle persone che hanno difficoltà a manifestare il pianto.
I sentimenti inespressi creano rigidità e tensione che il pianto può alleggerire; da un punto di vista psicologico infatti, il pianto può alleviare lo stress emotivo e aumentare l’umore positivo. Dal punto di vista sociale, il pianto in presenza di altri, suscita simpatia, empatia e tendenza ad aiutare e confortare. A seconda dell’ambiente e delle circostanze, può migliorare la comunicazione e creare legami.
Una gamma completa di emozioni
Le ricerche dimostrano che il pianto può aiutare a regolare l’umore, ripristinando l’equilibrio tra il sistema simpatico e quello parasimpatico, può anche essere più efficace di un antidepressivo. Gli studi hanno anche scoperto che le lacrime liberano il corpo dalle sostanze chimiche che aumentano il cortisolo, l’ormone dello stress. Secondo i classici testi ayurvedici poi, le lacrime dall’angolo più interno dell’occhio indicano vera tristezza o solitudine, le lacrime dal centro dell’occhio derivano dalla rabbia, e le lacrime dall’angolo più esterno esprimono amore e compassione.
Trovo che dare alle persone il “permesso” di piangere possa catalizzare un cambiamento: la nostra cultura ci insegna che, dopo una certa età, le lacrime non sono socialmente accettabili, ma così come. nello yoga l’obiettivo è anche avere accesso a una gamma completa di movimenti, dovremmo allora desiderare anche di avere accesso a una gamma completa di emozioni, per essere sempre di più quello che siamo destinati a essere.
Ringraziamo Manuela M.V. autrice dell’articolo
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